L’autore racconta i primi vent’anni, dal 1980 al 2000, della sua vicenda professionale, attraversando in prima persona una straordinaria storia dell’informatica, che, in un arco di tempo che per la Storia è un battito di ciglia, transitò dalle schede perforate alle infinite opportunità della Rete e della miniaturizzazione elettronica. Il salto tecnologico e sociale è così alto che l’Autore, guardandosi alle spalle dopo quarant’anni di militanza informatica, si accorge che quei mitici anni possono ormai essere catalogati come paleoinformatica e rischiano di finire nel dimenticatoio, in una sorta di polveroso magazzino dei ricordi in cui finiscono i resti del tritacarne con cui la convulsa storia delle tecnologie digitali distrugge con spietata velocità le sue creature, che, in alcuni casi, non riescono nemmeno a vedere la luce.
Ma, come la piccola storia dell’Autore merita di essere rispolverata, perché tra le sue pieghe si nascondono tesori di esperienza e valori inossidabili, anche la grande storia di questa disciplina che ha cambiato il mondo merita di essere ripercorsa con un occhio più analitico e attento a cogliere e custodire quelle pietre miliari che hanno guidato la nostra società all’attuale livello tecnologico.
Il racconto oscilla tra la parabola biografica dell’Autore, letta con distaccata autoironia e con malcelata nostalgia, e le vicende tecnologiche che, contemporaneamente, scandivano passaggi cruciali in ambito scientifico, economico e sociale a livello planetario, per fermarsi alle soglie del terzo millennio, quando la capillare diffusione della Rete ha segnato l’avvento della neoinformatica.
Reviews
There are no reviews yet.